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Amiche ombre, venite;
silenzi arcani, incombete:
frugate i resti di un giorno
che tormentano ancora !
Com'è dolce quest'attesa
che da tempo si rinnova !
Com'è calda la coltre pietrosa
che avvolge le mia membra !
Vola, ora, mente mia,
librati leggera nell'immenso !
Cavalca comete scintillanti,
accarezza visioni proibite !
Ora so cos'è l'infinito:
non certo strade senza fine,
né luminosi orizzonti.
E' immense distese d'azzurro.
Ora musica dolce è il vento,
raso sfumato la luce.
Leggero come piuma il mio andare,
ormai pago, plana nel nulla.
di Luigi Demme
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