Il passo successivo doveva allora essere, quello di riuscire a scoprire, assodato il diverso e naturale sviluppo storico, quali potevano essere i valori unificanti sui quali lavorare per tentare di spezzare le catene della fame e dell'ignoranza nelle quali senza colpa ci siamo trovati a nascere e a sopravvivere. Tra i tanti, simili ma non del tutto comparabili, per tutta una serie di motivi che sarebbe troppo lungo spiegare in questa sede, uno emerge con sicura assonanza: il lavoro o, ancora meglio, la consapevolezza che il lavoro rende l'uomo libero dalla schiavitù e dalla fame.
Sembra la scoperta dell'acqua calda, e un osservatore superficiale della nostra realtà avrebbe tutti i motivi per pensarlo, ma basta soffermarsi a riflettere sul rapporto che i nostri contadini avevano con il lavoro per capire quanta poca acqua calda ci sia in questa affermazione: quello che per altri popoli era già diventato un diritto, se non ancora conquistato, comunque da conquistare, per i nostri contadini, ancora negli anni 50, era solo un privilegio concesso col contagocce e del quale bisognava comunque essere riconoscenti.
Se si capisce fino in fondo il ruolo giocato dalla mancata consapevolezza del proprio essere soggetti attivi della società, si può più facilmente comprendere il fenomeno logicamente conseguente della mancata valorizzazione di tutti prodotti della civiltà contadina. E' del resto il fenomeno che ha portato alla scomparsa di tutte le forme di artigianato locale e al deterioramento dei valori sui quali si fondava la nostra cultura, che, solo perché diversa, è stata fatta scomparire a vantaggio di modelli estranei molto più comodi e alla moda. Che poi questo abbia prodotto la scomparsa delle poche attività economiche produttive a vantaggio delle cattedrali nel deserto di Gioia Tauro ieri, e di Crotone oggi, è solo frutto della mala sorte e non di un tentativo di colonizzazione ancora una volta ben riuscito portato avanti con l'aiuto di buona parte degli intellettuali meridionali e di una classe politica mediocre, con una visione strategica che, quando c'era, si limitava alla soluzione delle emergenze.
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