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| LA SANTITA’ NEL CROTONESE NE “DELLA CALABRIA ILLUSTRATA” DI PADRE GIOVANNI FIORE DA CROPANI (1622 – 1683).
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Itinerari di fede nella storia religiosa della Provincia crotonese, alla ricerca di quelle tracce di santità che furono lasciate nel corso dei secoli nell’Arcidiocesi di Santa Severina. A guidarci in quest’itinerario di fede l’articolo “I nostri dimenticati” pubblicato nel n° 2 anno VIII (1920) di “Siberene cronaca mensuale del passato”.
Questo bollettino fu ideato, diretto e pubblicato dal 1913 al 1927, con l’interruzione dal 1921 al 1923 da mons. Antonio Pujia, fratello di mons. Carmelo sessantatreesimo arcivescovo santa severinese fra il 1905 ed il 1927.
La ripubblicazione della raccolta del mensile, in un volume dall’importante valore storiografico, è stata curata dal prof. Giovan Battista Scalise nel 1976. “Togliamo dal ‘’Martyrologium calabricum” del noto p. Fiore – scrive l’anonimo autore dell’articolo - i nomi de’ Santi che morirono in concetto di santità dell’Arcidiocesi e della Provincia ecclesiastica di santa Severina o che, pure essendo di altre diocesi, finirono la vita da Santi in mezzo a noi.
Certo - si osserva nell’articolo – non tutte le notizie dateci dal Fiore resistono oggi alla critica, ma fa’ bene ricordare i Nostri che vissero di santità rara”.
L’importanza di quest’elenco, relativa ai primi 17 secoli della storia cristiana nel Crotonese, nonostante i limiti propri della storiografia e dell’agiografia propri di quegli anni, potrebbe rappresentare un buon punto di partenza per la conoscenza di questi Uomini della santa vita che, senza la minuziosa ricerca di fr. Giovanni Fiore da Cropani, autore de “Della Calabria illustrata” (recentemente tradotta dal prof. Ulderico Nisticò), rischierebbero d’essere inghiottiti nell’oblio.
Per gennaio il “Martyrologium calabricum” annota: “il 2 muore a Cerenzia san Canio martire, il 3 a Roma, presso la via Appia sant’Antero da Petelia, ora Policastro che visse sotto l’impero di Massimino e venne sepolto nel cimitero di Callisto; il 2 a Cariati muore mons. Filippo Gesualdo, vescovo di quella città, salito alla cattedra vescovile dall’Ordine dei Minori convenuta, illustre e splendido per tutte le virtù”. Per febbraio annota il colto Frate cappuccino: “L’11 a Mesoraca è salito al cielo dal convento francescano di Mesoraca frate Michele da Policastro, uomo di grande perfezione e profeta; il 15 a Roma il sacerdote cutrese Giovanni Leonardo Caruso che, simulando stupidità si sottrasse agli occhi del mondo; il 16 a Strongoli il beato Guglielmo degli Eremiti che, non essendo un tempo molto fervido, fu d’un tratto santificato da una visione celeste, ricolmato di molte virtù ed autore di gloriosi miracoli. Alla fine riposa come Santo”.
Per il mese di marzo, sono ricordati questi santi: “il 7 nel monastero di Fossanova, presso Terracina, muore san Tommaso d’Acquino da Belcastro, dottore dell’Ordine dei Predicatori, illustrissimo per la santità della vita e per la scienza teologica; il 15 è il giorno natale del santa severinese papa Zaccaria morto a Roma. Governò con grande prespicacia la Chiesa universale di Dio. Famoso per i meriti, riposa in pace; il 17 fu seppellito frate Antonio da Crucoli, dell’Ordine minorico, molto virtuoso”. Per aprile “il 16 fu seppellito a Cutro frate Francesco della Famiglia cappuccina che per l’invitta pazienza d’animo, anche in tremende malattie, meritò di far rivivere la presenza del serafico patriarca san Francesco e del divino sant’Antonio da Padova; il 21 si celebra a Mesoraca la memoria di frate Umile da Bisignano dell’Ordine dei Francescani riformati che fiorì per tutte le virtù e fu insignito di vari doni celesti”.
Per quanto il mese di maggio annota p. Giovanni Fiore: “giorno 1 è la memoria del martirio di Ullatto vescovo santa severinese; l’8 a Napoli fu seppellito il venerabile uomo fr. Aloisio Acquino da Crucoli dell’Ordine dei Predicatori che fu famosissimo in questo nostro secolo per virtù e miracoli; il 23 morì a Cutro fr. Giuseppe da Bisignano col dono della profezia ed illustre guaritore; il 29 morì a Cerenzia il beato Policronio, vescovo della stessa città”. Dopo un’interruzione di due mesi, l’elencazione della santità vissuta nel Crotonese riprende col mese di agosto per il quale scrive p. Fiore “Il 6 ad isola morì il beato fr. Gerolamo da Mesoraca, dell’ordine dei Francescani Osservanti, famoso per i vari meriti di confessore, fu chiamato da Dio alle gioie celesti; il 19 è il giorno natale di fr.Taddeo cutrese e scrittore della Famiglia minorica degli Osservanti, famoso per le fervide preghiere e per il dono dell’estasi”.
Al mese di settembre si annota nel ‘’Martyrologium calabricum”come “il 3 a Taverna morì il beato Matteo da Mesoraca, confessore. Per la sua pietà, per le sue astinenze, per l’umiltà, l’ubbidienza e povertà fu oggetto d’ammirazione. Fu tanto famoso per i segni della gloria divina che gli bastava un segno di Croce per compiere numerosissimi miracoli; il 25 a Strongoli fu seppellito un uomo degno di venerazione: il frate cappuccino Giacomo che fu un oratore nato in Albi, famoso per l’ampia perfezione religiosa”. L’elencazione riprende da novembre. La prima memoria citata è per “il 4 in Cerenzia muore Matteo, nativo della stessa città e chiamato al compito di Vescovo dall’Ordine florense; il 5 a Mesoraca morì il beato Francesco da Cropani dell’Ordine degli Osservanti, oratore esimio che dopo essere vissuto con molte meritevoli virtù morì serenamente; il 6 a Cerenzia il vescovo della stessa città beato Bernardo dell’Ordine florense ed allievo del beato abate Gioacchino da Fiore”.
Per il mese di dicembre l’elenco inizia il 13, quando: “nel monastero florense (di san Giovanni in Fiore?) muore il beato Ruggero, confessore della stessa Congregazione e diacono dell’Arcidiocesi di Santa Severina; il 26 a Roma san Zosimo da Mesoraca papa e confessore; il 31 si fa’ memoria in Veneto del frate Laurenzio da Cutro, della Famiglia dei Cappuccini ed uomo della grande santità”.
di Francesco Rizza
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