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Per tutto il resto questo era il regno dei "signori" e del corollario di personaggi che, per il loro ruolo amministrativo o per le competenze acquisite grazie alla loro "generosità", potevano incedere con loro nello "spassiamiantu" lungo lo stretto corridoio tra i loro palazzi che in un eccesso di giacobinismo intellettuale si erano degnati di intitolare al popolo. Per i signori la piazza, per i "bifolchi" il marciapiedi, i ponti o la "putiga". La rottura di questa geometrica separazione avveniva solo per fatti straordinari o per gentile concessione del potere.Tutto questo non aveva alcunché di imposto o di subito. Era nell'ordine delle cose. Era stato sempre così, era andato bene per secoli e non si riusciva nemmeno lontanamente a concepire un modo diverso di intendere le cose. Non aveva senso sovvertire ciò che Dio aveva creato ed era peccato mortale andare contro il volere di Dio.
È vero, qualcuno raccontava che in città tutto era diverso, ma non a caso la città era il luogo della perdizione.
Era comunque un altro mondo dove chi era andato non era più tornato e se lo aveva fatto, era tornato diverso, "spiritato", con idee "al di fuori
di ogni criterio e raziocinio". I pochi che in città avevano fatto fortuna la dovevano alla generosità dei loro padroni e alla loro guida illuminata.
I giovani erano tornati dalla guerra e parlavano di cose strane, di libertà, democrazia, uguaglianza, della Russia; ma erano cose dell'altro mondo,
del mondo dei cittadini: che cosa potevano entrarci con il mondo dei contadini. Erano idee di gioventù, di una gioventù "toccata" dagli orrori della
guerra e che aveva bisogno di tempo per rinsavire dagli insani propositi. Il tempo, la fatica, il tirare a campare di sempre, gli avrebbero tolto queste pazzie dalla testa.
Anche perché, manifestando apertamente queste insensatezze in piazza, difficilmente si poteva trovare un caporale disposto a prenderti a giornata, e senza la giornata non si mangiava: la libertà non riempiva lo stomaco.
Queste cose si potevano anche raccontare in casa perché era bello ascoltare notizie che ti facevano sognare come la storia dei "Paladini di Francia".
Ma favole erano e favole era meglio che rimanessero per il bene di tutta la famiglia.
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